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Cari lettori,
Domenica 9 gennaio 2011 è venuto a mancare mio
marito Furio Porzia, il
direttore di questo giornale.
Scrivo queste poche righe in sua memoria.
Ha scritto libri e saggi, tra cui “Pronto industria “ dove venivano riportati gli articoli che aveva scritto per il “Corriere della Sera” e “Un cuore anche da noi” dove vengono analizzati fatti, persone, perché, ospedali, medici, università, ministri, burocrazia, ricchi, poveri, responsabilità ed altro ancora negli anni Settanta. Nel 1964 ha fondato un suo giornale “Popoli Nuovi”, il primo giornale nato in Italia come quotidiano specializzato nella ricerca di soluzioni ai problemi del mondo emergente proponendo la formula del partenariato popolare, un modo nuovo per risolvere il cronico problema della stampa italiana , trasformandosi nel primo "media" elettronico italiano nel 1997 quando iniziò ad usare internet e pubblicando di quando in quando delle edizioni speciali in forma cartacea. Un uomo antico e moderno allo stesso tempo, che ha lasciato una profonda traccia di sé in tutti quelli che l’hanno conosciuto. A mio marito mi univa un profondo legame che ci ha permesso di vivere serenamente gli anni che abbiamo vissuto insieme. Si viaggiava continuamente conoscendo paesi e persone diverse. Dal ritorno dei nostri viaggi si iniziava il lavoro (“ hobby “) a casa di descrizione di quello che avevamo vissuto, visto, assaporato, sentito. Ha lasciato nei suoi cari un profondo vuoto, ma sono sicura che è “solo scivolato nella stanza accanto"” come si declama in una bella poesia di Henry Scott Holland. Ti dedico mio caro Furio questa ode di E. Montale
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